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Garden Club "Caserta"

Via De Gasperi, 107 - 81055 Santa Maria Capua Vetere

Telefono: 0823.84.40.43

E-mail: gardenclubcaserta@gmail.com

Presidente: Rosa Valentino Salemme (Tel: 339.117.16.91)

Vicepresidente: AnnaMaria Tramontano Adinolfi 

Segretario/a: Mariella Pagliuca Tartaglione 

Soci: 78

La Stampa

 


40 ma Mostra della Camelia in Campania"

Sabato 9 e Domenica 10 Marzo Caserta

 

 

 

 

 

 

 


 

 

XVI Giornata Nazionale del Giardino
Caserta più verde tra pubblico e privato
40A MOSTRA DELLA CAMELIA IN CAMPANIA
Caserta, 9-10 marzo 2019


Nell’ambito della XVI GIORNATA NAZIONALE DEL GIARDINO promossa dall’UGAI (Unione Garden Club e Attività Similari d’Italia), con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dell’APGI (Associazione Parchi e Giardini d’Italia), il Garden Club Caserta ha organizzato dal 9 al 10 marzo 2019 a Caserta la XL Mostra della Camelia in Campania, in collaborazione con la Società Italiana della Camelia e l’International Camellia Society.
Un evento che ha un valore storico in Campania, come testimoniano i tanti patrocini concessi per l’occasione dalle principali Istituzioni locali: dalla Regione Campania alla Città di Caserta, dalla Diocesi di Caserta alla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, dall’Associazione Dimore Storiche Italiane al FAI, solo per citarne alcune.
Una manifestazione che, giunta alla quarantesima edizione, celebra ed evidenzia appieno il tema scelto a livello nazionale per la Giornata indetta dall’UGAI, poiché consiste, come da tradizione ormai consolidata, in un’esposizione di fiori recisi di camelie, provenienti dai giardini e dai siti storici, pubblici e privati, di tutta la regione. Un’occasione unica in cui Caserta e i casertani ‘onorano’ il loro simbolo botanico per eccellenza: nell’incantevole e suggestivo Giardino Inglese della maestosa Reggia, infatti, sono tuttora visibili - ammirati di continuo da botanici e cameliofili di tutto il mondo - i polloni della prima, la più antica camelia messa a dimora nell’Europa Continentale (primato sottolineato, già nel 1837, dall’abate Lorenzo Berlese nella sua opera Monographie du genre camellia). Fu la regina Maria Carolina, figlia coltissima della sovrana illuminata Maria Teresa d’Austria e moglie del re Ferdinando di Borbone delle Due Sicilie, a volere un parco, secondo la moda di fine ‘700, all’inglese, una ‘Wunderkammer vivente’ in cui la camelia divenne ben presto tra le specie botaniche più apprezzate, diffondendosi in breve tempo in tutte le ville aristocratiche dell’epoca. Successivamente, in particolare dopo la Seconda guerra mondiale un lento declino travolse l’interesse per le camelie nel territorio campano; ed è merito esclusivo e riconosciuto del Garden Club Caserta, per volere del suo fondatore Luigi Iodice, aver raggiunto, proprio grazie alla creazione di una mostra a carattere nazionale, un obiettivo davvero significativo: far riscoprire ai campani le camelie, tutelando gli esemplari più antichi, e, di conseguenza, salvando moltissimi giardini storici dall’oblio e dalla distruzione. Oggi in tantissimi collezionano camelie e hanno compreso il valore di tali ‘monumenti vegetali’, anche grazie alla partecipazione alla mostra del vivaio di Velletri Le Camelie del Generale di Enrico Scianca, che ormai da oltre vent’anni propone in vendita numerosi e splendidi esemplari. Si può tranquillamente affermare, perciò, che in ogni giardino o terrazza casertana ormai fiorisce una camelia!
Anche quest’anno, così, si è ripetuta una vera e propria ‘festa di primavera’ cittadina, graziosamente ospitata presso il sontuoso appartamento nobile del settecentesco palazzo dei conti Paternò di Montecupo, in cui, tra mobili antichi e suppellettili preziose, i fiori di camelie sono stati ammirati da più di un migliaio di visitatori, oltre a essere immortalati in articoli e servizi apparsi sui principali quotidiani e sulla rete televisiva nazionale. Un tripudio di forme e colori tipici delle molteplici cultivar di Camellia japonica, giunte da ogni parte della Campania, da proprietà pubbliche, come il Real Orto Botanico di Napoli o il Parco reale di Caserta, o da magioni private, come Villa Guevara di
Bovino a Recale o Villa Emma a Casagiove, solo per indicare alcuni siti, mirabilmente proposte in eleganti composizioni dalle Socie del Garden.
Per rinvigorire il concetto di diffusione e valorizzazione del verde, teso a incrementare la passione per l’ambiente e la natura, da sempre il principale obiettivo del Sodalizio casertano, è stata, inoltre, presentata, in anteprima internazionale, nell’ambito della Mostra, una nuova cultivar di camelia, chiamata, per l’occasione la ‘Bellissima di Caserta’, «chanse seeding originated» (per dirla con il Camellia register) nel vivaio Le camelie del Generale. Il suo nome strizza l’occhio ad altre antiche cultivar come la ‘Bella di Pescia’, la ‘Bella romana’, o la ‘Bella d’Etruria’, con un superlativo che è un omaggio a quel primato che spetta al capoluogo di Terra di Lavoro. Per tale motivo, un esemplare è stato offerto alla Reggia di Caserta e messo a dimora nel celebre parco il giorno 11 marzo con un evento presenziato dal Responsabile del Parco e dell’Acquedotto carolino della Reggia di Caserta Leonardo Ancona; e un altro è stato portato in dono al Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto, che ha fortemente incoraggiato la manifestazione, per arricchire il giardino della Prefettura.
A cornice della Mostra, sempre presso Palazzo Paternò, un’esposizione di antiche stampe botaniche raffiguranti camelie, provenienti da una collezione privata, e l’allestimento di un tavolo imbandito per un tè (bevanda che, giova ricordarlo, si ricava da un’altra specie di camelia, la sinensis) in stile ottocentesco, con tovaglie ricamate e porcellane d’epoca. Ma, soprattutto, degna di nota, la conferenza inaugurale, affidata ad Aldo Antonio Cobianchi, Delegato per la Campania della Società italiana della camelia, e a Francesco Canestrini, per anni responsabile dei Giardini della Reggia di Caserta e attuale Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio della Basilicata, impegnatissimo, in questo periodo, con Matera capitale europea della cultura. Con loro si è ripercorsa, soprattutto, la storia della Mostra stessa, sottolineando l’impegno, le sinergie, la passione che ha contribuito in quasi quaranta anni a rendere più verde la ‘nostra’ Caserta. Un lavoro che si è tradotto in pubblicazioni, conferenze, concorsi letterari e in pregevoli iniziative, come quella del 2011, in cui si presentò, in anteprima internazionale, in occasione del 150°Anniversario dell’Unità d’Italia, la cultivar di camelia ‘Unità d’Italia’, di cui un esemplare fu donato dal Garden di Caserta al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, e a tutt’oggi abbellisce i Giardini del Quirinale, definita dal Presidente della Repubblica, nella lettera ufficiale di ringraziamento, «un esempio di bellezza e contemporaneamente simbolo della passione civile che ha animato il vostro Garden Club in occasione di questa solennità civile».
Tutelare e promuovere il verde in un contesto cittadino e territoriale, scopo della Giornata promossa dall’UGAI, diviene, così, un dovere civico, ma anche un impegno umano e morale: una semplice camelia è, molto spesso, un simbolo, che assurge a emblema di un ricordo, di un’emozione, di un sentimento che va da tutti noi protetto, curato, coltivato con tatto e amore...
Proprio come un giardino!

 

Rosa Salemme
Presidente Garden Club Caserta

 

 

 

 

 

 


“Premio Volturno 2018 “

 

 

 

 


“Quarantennale Garden Club Caserta - 1978 - 2018 “

 

 

 

 

 


"XXXVIII Mostra della camelia in Campania""

 

 

 

 


"Nel Giardino delle Gemme Preziose"

“Storia, arte e gioielli da Re”

Marcianise Maggio 10 2017

 

 

 


"XXXVI Mostra della Camelia in Campania"

Caserta, 7-9 marzo 2015

 

 

 

 

Hanno presentato in anteprima la manifestazione le testate Online

 

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Il racconto della Manifestazione dalla penna di

Anna Giordano   

 

   

 


"Conferenza su "Passione.....Orchidea !""

Caserta, 25 marzo 2015 della Prof.ssa Rosaria De Iorio

 

Misteriose e affascinanti, come le terre da cui provengono, le orchidee o le ami per sempre o le rifiuti proprio perché estremamente complesse.

La prima orchidea mi fu regalata da mio fratello per il mio onomastico di circa quindici anni fa. Indubbiamente la apprezzai, sia per il dono, sia per la bellezza oserei dire sensuale, ma non entrammo subito in sintonia: mi sembrava una pianta fredda e che non trasmettesse niente, poi, non molto tempo dopo dovetti ricredermi e lasciarmi trasportare in un viaggio che ancora oggi mi affascina e coinvolge.
 
Le prime descrizioni delle orchidee risalgono a circa 65 milioni di anni fa, e i resti più antichi sono stati trovati nel Monte Bolca presso Verona. Il nome fu usato per la prima volta da Teofrasto, filosofo dell’antica Grecia che visse tra il VI e il V sec.a.C il quale parla di alcune piante che presentano due tubercoli rotondeggianti alla base delle radici somiglianti ai testicoli dell’uomo. Il filosofo le chiamò Orchis che in greco significa appunto testicoli .Si deve arrivare all’XI sec. per trovare il primo trattato di coltivazione delle orchidee. Tante in seguito furono le scoperte e le classificazioni, ma solo nel XVIII sec. si ha la classificazione ufficiale grazie a Linneo, grande botanico svedese. Giusto un secolo dopo Darwin ne studia le specie e le tecniche di riproduzione .
Inizia così l’entrata di questa meravigliosa pianta nei salotti inglesi ed olandesi. Oggi ,l’orchidea è diffusa in tutto il mondo e si spera che l’uomo non distrugga ulteriormente il suo affascinante ambiente naturale, le foreste tropicali.
Riguardo la classificazione del regno vegetale, le orchidee, sono collocate nel gruppo delle Fanerogame, piante superiori provviste di organi riproduttori visibili. La complessità si riscontra nei processi di fecondazione, nella peculiarità del seme, nella struttura della pianta, nell’apparato radicale. Il fiore è composto da sei elementi: tre esterni e tre interni, i sepali e i petali. Un petalo molto diverso è chiamato labello, ha colorazione e forma appariscenti per essere ben visibile agli insetti impollinatori.
Per una corretta coltivazione, risultano fondamentali tre aspetti: la luce, l’umidità e la ventilazione. Non ultimi il substrato, la concimazione, il rinvaso, la semina. I microclimi possiamo semplificarli in serra fredda ( da 27 a 10°C ), serra intermedia ( da 30 a 13°C ), serra calda ( da 32 a 15°C ). La luce è preferibile sia abbondante , ma non diretta. Ovviamente ad ogni orchidea risulta essenziale una certa esposizione e temperatura. Per coloro che hanno orchidee in casa è opportuno prestare attenzione alla concimazione : azoto, fosforo e potassio che si trovano in commercio in una formula già bilanciata e che consentono una cura casalinga adatta anche a chi , come noi, non essendo botanici o comunque professionalmente addetti ai lavori, amiamo questa pianta e la curiamo con grazia e cautela.
Per il rinvaso è bene ricordare di non anticipare i tempi e provvedere solo quando è cresciuta troppo, quando il substrato si è deteriorato o è infestato.
Le orchidee che risultano più diffuse in Italia sono l’Acineta, l’Aspasia, la Brassavola, la Cattleya, la Cymbidium, la Laelia , la Phalenopsis e la Vanda.
 

Simbolismo

L’orchidea ha un profumo seducente, possiede alone di mistero, risulta elegante e regale ed è dotata di una rara bellezza. Nel mondo orientale simboleggia raffinatezza, cultura,ma anche purezza come l’ innocenza dei bambini; in quello occidentale è sempre stata considerata un messaggio universale destinato alla persona più cara e preziosa della propria vita a testimonianza di un sentimento duraturo nel tempo.

Colori

 
L’ orchidea di colore rosa, che significa affetto e amore, viene designata come il fiore da donare alla propria amata in occasione del 14° anniversario di matrimonio, mentre per la ricorrenza del 28° l’ opzione preferita è quella dalle sfumature giallo pastello,crema e rosa. In comune tutte posseggono la bellezza romantica che rappresenta un regalo perfetto per tutte le donne speciali.
Nella teologia cristiana, le macchie su questo fiore rappresentano il sangue di Cristo, motivo per cui ne troviamo spesso l’altare addobbato a Pasqua e a Natale.
Le orchidee di colore scuro soprattutto marrone intenso sono presenti nelle leggende e nei miti spettrali della stregoneria perché simboleggianti potere e autorità assoluta. In Occidente sono perfette per complimentarsi con un uomo per il suo lavoro.

Cultura

 
In tante occasioni l’orchidea è stata riportata come fiore rappresentativo e dominante, ricordiamone alcune:
_ orchidea tra i capelli di Olimpia, la prostituta rappresentata dal pittore francese Edouard Manet;
_orchidea esotica raffigurata nell’olio di Martin Johnson Heade, pittore americano;
_gigantesche orchidee nelle opere dell’americana Georgia O’Keeffe;
_orchidea, come metafora e simbolo di sensualità ed erotismo, in “Alla ricerca del tempo perduto “ di Marcel Proust;
_l’orchidea macchiata di sangue, descritta nel romanzo “ Il Piacere “ di G. D’ Annunzio;
_ l’orchidea bianca e rossa, di Filippo Tommaso Marinetti;
_ le rare orchidee, curate dall’ investigatore Nero Wolf, il raffinato omone buongustaio inventato dallo statunitense Rex Stout.
Le orchidee hanno ispirato anche tantissime altre pellicole cinematografiche e e molti attori e attrici celebri hanno fatto da protagonisti in queste storie: Sofia Loren, Anthony Quinn , Mickey Rourke, Carrè Otis.
Oggi questo fiore domina anche nell’ambito della moda e della gioielleria , Cartier e Tiffany hanno creato anelli, pendenti e spille con oro e pietre preziose. Anche nella moda sposa i bouquet vengono preparati con svariate specie di orchidee e le torte nuziali riportano fiori di orchidee dalle svariate colorazioni.

Pensieri

 
L’orchidea, unica sorgente che io possa trovare negli interni nobili deserti della mia solitudine.
Nella vita tutto, tranne la cultura delle orchidee deve avere uno scopo.
Nel folto della giungla possono esserci orchidee, così come sotto un tetto di paglia un futuro monarca.
Le Signore di Londra arredano le loro stanze con orchidee, ospiti stranieri e romanzi francesi.
Dopo questa chiacchierata con le amiche del Garden di Caserta tante sono state le curiosità suscitate su questa pianta e tanto desiderio di conoscerla meglio hanno sollecitato le mie parole.
La mia “ Passione… Orchidea” mi ha donato la possibilità di condividere questa bella emozione con gentili signore, di differente età, ma di stessi nobili sentimenti.
Un grazie particolare alla mia Presidente Garden di Caserta, Sig.ra Rosa Valentino Salemme.
 
Buona Vita a tutti!
Affettuosamente
Rosaria De Iorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 


"Seplasia" la piazza degli aromi e dei profumi

 

L' 11.ma Giornata Nazionale del Giardino UGAI è stata celebrata dal Garden Club di Caserta l’11 aprile nel "Salone degli specchi" del teatro Garibaldi di S. Maria C. V. con una interessantissima conferenza su “SEPLASIA” la piazza delle rose e dei profumi dell'antica Capua,

la seconda città per grandezza e importanza dell'Impero Romano. In un tripudio di fiori magistralmente assemblati in bellissime composizioni a cura del Garden, hanno suscitato vivo interesse i relatori :

dott. Francesco Sirano, Funzionario Responsabile Soprintendenza Archeologica di S. Maria C. V. ;

prof. Giovanni Aliotta, Ordinario di Botanica Università degli Studi di Napoli "Federico II”;

dott. Aldo Cobianchi, promotore Culturale.

Il dott. Sirano ha parlato dell'antica Capua e di Seplasia che era un'importante piazza pubblica che ospitava eventi e feste religiose e soprattutto il centro commerciale dei profumi e degli unguenti odorosi, di cui facevano uso non solo le donne, ma anche gli uomini, come cita Cicerone in uno dei suoi scritti. Essi venivano esportati in ogni angolo dell'impero e si ottenevano dalle rose, che in in grande abbondanza erano coltivate intorno alla città e anche all'interno nei suoi giardini, tanto che questo fiore diventò il simbolo di Capua, l’odierna Santa Maria Capua Vetere.

“Le rose nel mondo antico” è stato anche l'argomento della conversazione del prof. Aliotta che, da esperto qual è , ne ha illustrato le caratteristiche biologiche e vegetative e del dott. Cobianchi, che con “L’onnipotenza della Rosa” ha ricordato la presenza di questo bellissimo fiore in tutti i campi : religioso, artistico, letterario ecc. e la sua ricca simbologia.
Alla fine gradi applausi e omaggi floreali ai relatori e dono dì una rosa alle signore in sala a cura del Garden.

 

Annamaria D'Amico Ricci

 


Di Francesco Sirano

 

http://www.academia.edu/3560094/Le_rose_di_Capua._Per_larcheologia_del_profumo_campano_dal_III_secolo_a.C

 


 

Seplasia

 


 

"La Castelluccia nella Reggia di Caserta"

 

 
   
 

 


Il piccolo principe giocava alla guerra sugli spalti del castello medievale in miniatura.

 

I suoi genitori avevano comprato la vasta proprietà principesca per erigervi l’imponente Reggia.

Qui, nel bosco vecchio, una struttura in semirovina era adatta per i giochi e le esercitazioni guerresche. Con armi d'assalto e bombarde giocattolo il principe e i suoi amici, figli dell’aristocrazia di corte, martellavano le mura del piccolo castello.

 

Il principe crebbe e la ”La Castelluccia", nelle geniali mani degli architetti e giardinieri di Vanvitelli, divenne lo spazio per un giardino delle delizie, secondo la moda di Versaille.

 

Il Bosco vecchio non è cambiato: ancora oggi è una favola di verde fitto e silente. Se comparisse, tra gli alberi col lussureggiante sottobosco, Cappuccetto Rosso ed il lupo nessuno potrebbe meravigliarsi.

 

Intorno alla Castelluccia è nato un giardino ricco di piante esotiche che conserva il gusto alla moda del Settecento: le magnolie rispondono al progetto monumentale crescendo secondo una dimensione irreale con i grandi rami al livello del suolo; le belle camelie dal portamento arborescente fanno da contraltare al grazioso chioschetto cinese sul limite della terrazza.

 

Non più il principino ma la corte intera gioca alle "pastorellerie", soggiornando sugli antichi spalti trasformati in salottini all’'aperto, in capanni di finto legno dove si trova la cucina e la sala da pranzo in finto rustico. Qui le "riggiole" napoletane (ancora oggi vanto dei "riggiolari" casertani) rivestono la parete del focolare ed il pavimento delle sale con le finestre aperte sul giardino.

 

 

Giardino incantevole dove le grandi camelie e gli agapanti, insieme agli altri fiori, nell’ incipiente primavera, danno colore al tanto verde del bosco.

 

Il fossato tutt’ora ricolmo d'acqua verde, circonda tutta la, Castelluccia ricordando che il Parco di Caserta deve al mirabile acquedotto Carolino, la sua vita e la sua bellezza.

 

 

Racconto della Socia Pina Rinaldi Cesaro

 

La Castelluccia e L'albero di Magnolie


 

Beatificazione di Maria Cristina di Savoia

25 Gennaio 2014

 

Fiori per la Beata.

Il Garden Club Caserta onora Maria Cristina di Savoia, la “Reginella Santa”.

 

 

Il 25 gennaio u.s. in Napoli si è svolta una cerimonia di grande impatto emotivo: la Beatificazione di Maria Cristina di Savoia, regina del Regno delle Due Sicilie. Morta appena ventiquattrenne, Sovrana per soli quattro anni, dal 1832 al 1836, la Beata è tra quelle figure elette capaci di lasciare un segno indelebile del Suo passaggio nella storia e nelle coscienze. Un modello di donna cristiana inserita perfettamente nel contesto sociale, dotata di una fede altissima in Dio, mite, umile, eppure capace di esercitare con fermezza il potere regale in difesa dei più bisognosi, a tutela dei lavoratori, a vantaggio delle nascenti industrie meridionali, tra cui la celebre Colonia Serica di San Leucio.

 A diffondere l’eredità dei Suoi solidi principi, a sostenere la causa di beatificazione di quella che i napoletani affettuosamente chiamano la “Reginella Santa”, a organizzare la cerimonia suddetta l’Associazione Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia, presieduta da Stefania Rolla Pensa. Teatro dello storico evento la Basilica di Santa Chiara in Napoli, ove è sepolta la Beata, alla presenza di oltre duemila persone, provenienti da tutto il mondo, dalla Spagna al Brasile, tra devoti, giornalisti, esponenti della nobiltà. Numerose le Altezze Reali imparentate con la Regina, giunte per l’occasione: gli eredi al trono di Napoli, Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie; al trono d’Italia, Amedeo di Savoia-Aosta, Clotilde di Savoia e Maria Gabriella di Savoia; a quello del Portogallo, Duarte di Bragança; e, poi, Anna di Francia, moglie dell’Infante di Spagna Carlos di Borbone-Due Sicilie, con il figlio Pedro e i suoi familiari, Sergio di Jugoslavia, gli arciduchi d’Asburgo-Este,…oltre ai rappresentanti degli ordini cavallereschi legati a tali Casati, agli esponenti del Sovrano Militare Ordine di Malta e del Santo Sepolcro.

La Messa di Beatificazione - presieduta dall’Arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, con il card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza del Sommo Pontefice, e il card. Renato Martino - è stata concelebrata da oltre cento sacerdoti, italiani e stranieri, tra cui l’Arcivescovo di Cagliari (città natale della Sovrana), Arrigo Miglio, di Gaeta, Fabio Bernardo d’Onorio, il Vescovo di Pompei, Tommaso Caputo, gli Arcivescovi Emeriti di  Campobasso-Boiano, Armando Dini, e di Aversa, Mario Milano, l’Abate di Montevergine, Beda Umberto Paluzzi.

Una manifestazioni seguita dalle principali testate giornalistiche internazionali (quotidiani e riviste, da «Repubblica» a «Hola», dal «Corriere della Sera» a «Point de Vue»); ripresa dalle più importanti tv (dalla Rai a Sky), le cui telecamere hanno mostrato una chiesa stracolma di fedeli, molti dei quali rimasti all’esterno, evidenziando il raffinato, festoso addobbo floreale, affidato, per volere dell’Organizzazione, al Garden Club Caserta.

 Il Sodalizio, con la SIAF di Caserta, ha progettato composizioni sobrie, eleganti, per meglio sposarsi con le dimensioni monumentali dell’edificio, senza inficiarne la pregevolezza e la preziosità artistica, rispettose del profondo misticismo che si avverte all’interno di uno dei più importanti luoghi-simbolo della cristianità e dell’arte gotica.

 L’intera vigilia dell’evento ha visto la Socia Joan Callender insieme alla Presidente del Garden Club Caserta, Rosa Salemme, impegnate nella realizzazione di due grandi corbeilles ai lati dello splendido altare, poste in orci di terracotta dal sapore medievale; di una bordura al di sotto dell’altare stesso; di una piccola composizione sospesa all’ambone e del cestino offerto dalla Presidente Rolla. Nello stesso stile, l’intera parte inferiore del sontuoso sepolcro in marmo della Sovrana - situato nella laterale Cappella di San Tommaso, dove riposano re, regine e principi di Casa Borbone-Due Sicilie - è stata addobbata di fiori, dando l’impressione che la tomba fosse sospesa su un prato fiorito. Protagonista assoluto, accanto al verde del fogliame, proveniente dal generoso giardino di Joan (Pittosporum tobira, Viburnum tinus, Thuja, Cotoaneaster salicifolius), il bianco, simbolo di santità, di purezza, unico colore, utilizzato in tutte le sue gradazioni e sfumature. Centinaia e centinaia i fiori adoperati, già aperti o ancora in boccio - offerti per l’occasione da S.A.R. Camilla di Borbone delle Due Sicilie, moglie dell’erede al trono napoletano - con prevalenza di gigli (Lilium longiflora), simbolo della dinastia borbonica. E poi un tripudio di violaciocche, rose “Avalance”, rose miniatura, Lisianthus, Dianthus verdi, sancarline.

Consensi lusinghieri e continue manifestazioni di apprezzamento hanno sottolineano l’attiva partecipazione del Garden casertano all’evento che rimarrà negli annali dell’Associazione, tra i ricordi più cari, pregni di soddisfazione ma, soprattutto d’indimenticabili momenti di spiritualità e di profonda, sincera commozione.     

 

                                                                                                Rosa Salemme

 

 

 

 


 

Conferenza su "Alberi Monumentali in Italia"

22 Gennaio 2014

 

Conferenza del dott. Fernando Fuschetti, ex dirigente superiore del Corpo Forestale dello Stato.

 

 

 

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"Procida Sito Reale" I Borbone tra Procida e Carditello

4 Dicembre 2013

 

Conferenza della prof.ssa Anna Giordano, procidana doc, presidente del COASCA.

Articolo Procida

Articolo evento

 

San Massimo "Il Giardino del Notaro"

23 Ottobre 2013

 

Articolo di Nadia Verdile


 

X Giornata del Giardino UGAI a Caserta

23 aprile 2013

 

Nell’ambito della X Giornata Nazionale del Giardino UGAI (Unione Garden Club e Attività Similari d’Italia), patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalla Città di Caserta, l’attivissimo Garden Club Caserta, guidato dalla Presidente Rosa Salemme, ha organizzato, nel pomeriggio di martedì 23 aprile 2013, un riuscitissimo incontro culturale presso la Sala Conferenze dell’Ex Cenobio di Sant’Agostino a Caserta.

Protagonista dell’evento, la conferenza della prof. Rosa Castaldo Cobianchi, Ordinaria di Botanica Generale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dal titolo La Cultura del Verde a Caserta, dedicata allo sviluppo dell’interesse per la botanica nel nostro territorio nel corso dei secoli. Una splendida carrellata d’immagini al power point raffiguranti antichi giardini casertani      (molti dei quali tuttora esistenti) - con il loro corredo di piante rare e raffinati arredi - ha accompagnato la seguitissima relazione. La professoressa ha evidenziato come la creazione del Parco Reale e, successivamente, del Giardino Inglese della Reggia di Caserta, unita allo sviluppo delle conoscenze scientifiche, abbia influenzato il gusto dell’epoca e spronato, soprattutto i ceti più abbienti, a realizzare, a cornice di eleganti palazzi, suggestivi giardini, in cui, molto spesso, la bellezza dei fiori si accompagnava alla coltivazione delle piante alimentari e medicamentose. Ciò seguendo l’eredità derivante dagli antichi “orti dei semplici”, sorti a Napoli fin dal ‘500, in cui si affermò la “cultura del verde”, intesa come puntuale conoscenza scientifica, unita a un’accurata progettazione architettonica, senza dimenticare gli aspetti pratici del vivere quotidiano.

A conclusione, il concerto solista del giovanissimo violinista Giuseppe Gibboni, considerato dal pubblico e dalla critica un enfant prodige della musica, applaudito in manifestazioni di grande prestigio e ospite di numerose trasmissioni televisive, vincitore della Sezione Archi del Concorso Nazionale “Antonello da Caserta” VI Edizione, manifestazione organizzata dalla Città di Caserta e dall’Istituto Sant’Antida ONLUS di Caserta, a cui ha collaborato lo stesso Garden Club Caserta.

 Un momento musicale che, ancor di più, ha riportato alla memoria atmosfere passate, in cui i giardini, pubblici e privati, erano sovente scenari di pregevoli spettacoli en plen air.

Locandina Evento Giornata del Giardino

locandina giornata giardino 2013

 

XXXIV MOSTRA DELLA CAMELIA IN CAMPANIA

Caserta  marzo-aprile 2013

 

 

Si è svolta a Caserta, dall’8 al 10 marzo 2013, la XXXIV Mostra della Camelia in Campania, organizzata dal Garden Club Caserta, presieduto da Rosa Salemme, in collaborazione con la Soprintendenza B.A.P.S.A.E. di Caserta e Benevento, l’UGAI, la Società Italiana della Camelia e l’International Camellia Society.

A inaugurare questa edizione, nel pomeriggio di venerdì 8 marzo, presso l’Hotel Jolly di Caserta, il convegno La Camelia tra Botanica, Letteratura, Musica e Moda, moderato dalla giornalista Nadia Verdile, che ha riscosso un successo di partecipanti, oltre duecento, superiore ad ogni più rosea aspettativa. Originali e accattivanti gli interventi, affidati a studiosi d’indiscusso valore: Giovanni Aliotta, Ordinario di Botanica della Seconda Università degli Studi di Napoli, ha illustrato gli aspetti più scientifici relativi alle camelie; Rita Stajano, Associato di Letteratura Francese dell’Università degli Studi di Salerno, si è soffermata sulla camelia “protagonista” del capolavoro di Dumas La Dame aux Camélias, opera che ispirò La Traviata di Verdi, come ha evidenziato Francesca Marchesiello, Docente di Semiografia e Semiologia della Musica presso il Conservatorio “N. Sala” di Benevento”, con l’ausilio del M.o Francesco Carrano, che ha eseguito al pianoforte alcuni brani tratti dall’opera verdiana, nell’anno dedicato al grande maestro; infine, Gabriella D’Amato, Associato di Storia dell’Architettura Contemporanea, dell’Arredamento e del Design dell’Università degli Studi di Napoli FedericoII, ha ricordato - anche attraverso l’esposizione di oggetti e abiti antichi dell’antiquaria Brunella Capretti - la passione di una regina della moda, Coco Chanel, per la camelia bianca, divenuta un inconfondibile simbolo della maison.

 Sabato 9 e domenica 10, il Centro Comunità “Caserta Città di Pace” di Caserta è stato, invece, il teatro dell’ormai tradizionale e variopinta esposizione di fiori recisi di questa splendida specie botanica, provenienti dai giardini, pubblici e privati, di tutta la regione (dal Real Orto Botanico di Napoli, alle ville di Avellino, dal Giardino Inglese di Caserta, ai parchi di Salerno, solo per citarne alcuni), che ha registrato un numero altissimo di visitatori e curiosi. Ad arricchire l’iniziativa di quest’anno - patrocinata dalle principali istituzioni campane e casertane (Regione Campania, Provincia e Città di Caserta, Società di Storia Patria di Terra di Lavoro,…) - la premiazione, il 4 aprile, presso il Teatro Comunale di Caserta, dei vincitori della Sezione Musica in letteratura. La Signora delle Camelie…, promossa dal Garden Club Caserta per celebrare il particolare, storico legame della camelia con il capoluogo di Terra di Lavoro, nell’ambito della VI Edizione del Concorso Nazionale di Musica “Antonello da Caserta”, organizzata dalla Città di Caserta e dall’Istituto Sant’Antida ONLUS di Caserta.

Un’apoteosi della camelia, regina dell’arte, della letteratura, della musica, della moda, simbolo assoluto di bellezza ed eleganza.

Locandina Evento Camelia

Locandina Camelia 2013 (A) Locandina Evento Camelia 2013 (B)